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martedì 16 aprile 2013

Presidente

La mancanza di idee politiche produce brutti scherzi: Milena Gabanelli è la candidata del Movimento 5 Stelle per la Presidenza della Repubblica.

Una scelta inutile, visto che i grillini in Parlamento sono poco più di 160 su oltre 1000 grandi elettori del Presidente.

PD e SEL potrebbero farcela da soli a eleggere un loro candidato, ma nello spirito della Costituzione si cerca un accordo più ampio.

Bersani offrirà alcuni nomi, sperando che qualcuno tra Monti, Berlusconi e Grillo lo appoggino. Le "parlamentarie" grilline sembrano tirare fuori dai giochi il M5S: non paiono disposti a cercare accordi e quindi il loro candidato non sembra avere alcuna speranza. Serve solo a far propaganda.

Più probabile invece che Monti cerchi un accordo, appoggiando l'elezione di un cattolico del PD. A quel punto si potrà fare a meno anche del voto di Berlusconi, tirando un sospiro di sollievo perchè un Presidente scelto da PD, SEL e Monti sarà certamente persona libera e credibile.

giovedì 28 marzo 2013

Grillo tira la volata a....

Beppe Grillo se la prende con l'Unità, colpevole di dire che l'atteggiamento del Movimento 5 Stelle aiuta Berlusconi.

Ma l'Unità ha ragione e i sondaggi confermano: nell'ultimo mese Berlusconi ha guadagnato consenso e se si votasse oggi probabilmente l'alleanza con PDL e Lega avrebbe la maggioranza. Almeno alla Camera.

Questo perchè una parte degli elettori del Movimento 5 Stelle ha votato per i grillini proprio come votava Berlusconi, pensando che il leader sia capace di spazzare via tutto e tutti e di risolvere ogni problema.

Si stanno accorgendo che non è così e ai sondaggisti spiegano che potrebbero votare per Berlusconi e non più per Grillo.

Il solo a non averlo capito è Grillo, che pur di colpire il PD sta tirando la volata a Berlusconi.




domenica 24 marzo 2013

PDL o partito dei figuranti?

Ecco il vero volto dei sostenitori di Berlusconi presenti in piazza ieri a Roma: figuranti pagati per fingere di sostenerlo

http://video.repubblica.it/politica/manifestazione-pdl-come-riempire-la-piazza/123328/121818?ref=HREA-1

lunedì 4 marzo 2013

Conviene governare?

A una settimana dal voto cerchiamo di fare il punto della situazione.

Il PD è arrivato primo ma non ha la maggioranza al Senato e non può garantire la governabilità.

Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto un ottimo risultato ma può al massimo risultare decisivo per una maggioranza al Senato. Grillo non vuole accordi con nessuno e promette di non dare la fiducia a alcun governo politico. Forse a un esecutivo tecnico, qualsiasi cosa voglia dire.

Berlusconi, in difficoltà perchè continuano i processi, si gode la quasi vittoria che lo esime dal dovere di prendere iniziative oltre a quella di chiedere al PD di fare un governissimo, che il PD non vuole, specie di fronte alla prospettiva di condanne in arrivo per il Cavaliere.

Infine Mario Monti, presidente del consiglio, pare scomparso dalla scena politica insieme ai suoi compagni di avventura Fini e Casini, anche se i suoi senatori potrebbero pesare al Senato nel caso in cui parte dei grillini appoggiassero un governo col PD.

In questo contesto Grillo cerca di spingere il PD nelle braccia del PDL e il PD si difende cercando di spingere il Movimento grillino a assumersi qualche responsabilità di governo.

Chi vincerà lasida?

Non lo sappiamo, ma forse si può ipotizzare che nascerà un governo tecnico perché Grillo, in un'Italia allo sbando, non si assumerà mai la responsabilità di governare. Gli italiani che l'hanno votato capirebbero le esagerazioni della campagna elettorale a cinque stelle, comprenderebbero che non possono ottenere quei benefici economici che li hanno spinti a abbandonare i partiti tradizionali per tuffarsi nell'esperienza grillina.

E forse anche il PD non ha interesse a occupare le poltrone ministeriali...




mercoledì 27 febbraio 2013

Gli effetti assurdi del Porcellum

Supponiamo che le elezioni di domenica e lunedì avessero visto la coalizione di centro-sinistra vincere nelle stesse regioni in cui ha vinto nel 2006.

Nel 2006 l'Unione guidata da Prodi vinse nelle regioni "blu" e questo gli garantì una risicata maggioranza: 158 seggi contro 156 (più un indipendente) della coalizione di centro-destra.

Ma cosa sarebbe successo se ci fosse stato un terzo schieramento capace di superare la soglia di sbarramento dell'8%?

Semplice: non ci sarebbe stata una maggioranza.

Per esempio in Piemonte la coalizione vincente prende 13 seggi, mentre tutti gli altri si dividono 9 seggi. Ha vinto la coalizione di Berlusconi, che ha conquistato 13 seggi contro 9 di Prodi.

Bene, se in Piemonte ci fosse stato il partito di Grillo, i 9 seggi destinati ai perdenti non sarebbero finiti tutti a Prodi, ma Prodi se li sarebbe divisi con Grillo. Diciamo 5 all'uno e 4 all'altro.

E a questo punto Prodi non avrebbe avuto la maggioranza. E naturalmente neanche Berlusconi, fermatosi a 156 seggi.

Dunque con gli stessi risultati di allora, se c'è una terza forza politica capace di ottenere seggi al Senato, la maggioranza al Senato sarebbe stata impossibile.

Il porcellum è, come disse il suo autore Calderoli, proprio una porcata.

venerdì 22 febbraio 2013

Non gli riesce proprio...

Silvio Berlusconi non riesce proprio a dire il vero. E' più forte di lui, deve sempre distorcere le cose, anche quando si parla di calcio.

Mi è capitato di vedere qualche giorno fa un'intervista in tv. Parlava del Milan, era un modo escogitato dalle sue tv per farlo apparire in tv, evitando l'argomento politico.

Berlusconi ha detto che il Milan ha gli stessi punti della Lazio, ma sta davanti in classifica grazie alla miglior differenza reti.

Purtroppo si tratta della solita distorsione della realtà: se due squadre arrivano a pari punti, contano gli scontri diretti. E per ora s'è giocata Lazio-Milan, vinta dalla Lazio per 3-2.

A parità di punti, dunque, per ora la Lazio è in testa, checchè ne dica Berlusconi.

giovedì 21 febbraio 2013

Rimborso IMU

Silvio Berlusconi la spara grossa: s'è inventato una lettera che assomiglia a quelle che spedisce il fisco, in cui spiega agli elettori che se vincerà, abolirà l'IMU sulla prima casa e restituirà quella pagata nel 2012.

Per mantenere la promessa, Berlusconi dovrebbe trovare 8 miliardi circa: 4 per abolire l'IMU nel 2013 e 4 miliardi per restituire quella del 2012.

La cosa paradossale è che il buco da colmare con l'IMU l'ha creato proprio Berlusconi. Come?  Non facendo nulla nel 2011 per impedire che lo spread salisse alle stelle.

L'Europa, la BCE, il FMI chiedevano all'Italia di mettere in sicurezza i conti pubblici. Berlusconi ha fatto mille proposte, bocciate da una maggioranza che non voleva inimicarsi gli elettori, e così le banche di mezza Europa si sono liberate dei titoli pubblici italiani, diventati improvvisamente a rischio di insolvenza.

Lo spread, come sappiamo, è salito alle stelle trascinando i tassi di interesse sulle nuove emissioni di titoli.

Nel 2012 l'Italia ha rinnovato titoli pubblici per 440 miliardi di euro. Un punto percentuale in più, ovvero 100 punti di spread, voglion dire 4,4 miliardi in più di spesa per interessi. Una maggior spesa probabilmente maggiore, di cui è responsabile il governo Berlusconi, colpevole di non essersi mosso quando lo spread saliva rapidamente e tutti invocavano un intervento sui conti per garantirne la solidità.

Se Berlusconi si fosse mosso per mettere a posto i conti, non solo avrebbe salvato il posto ma la spesa per interessi sarebbe, oggi, più bassa, e ci sarebbero le risorse per evitare, in tutto o in parte, l'IMU sulla prima casa.

Paradossamente oggi Berlusconi vuol togliere l'IMU e restituire quella già pagata, creando forse le condizioni per un altro peggioramento dello spread e quindi per un nuovo aumento della spesa (pubblica) per interessi.

martedì 19 febbraio 2013

Ineffabile Berlusconi

"Lei viene? E quante volte viene? E a che distanza temporale? Può girarsi un'altra volta?"

Sono le frasi dette in pubblico da Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale a una dipendente di Green Power.

Frasi imbarazzanti. Per la donna e per l'ex presidente del Consiglio, che non è nuovo a atteggiamenti non proprio da gentiluomo.

L'interessata s'è sentita in imbarazzo e l'ha scritto sul profilo facebook, ma l'ineffabile Silvio, invece di limitarsi a qualche scusa, le ha spiegato che il suo imbarazzo deriva dalla lettura dei giornali e le ha consigliato di evitare per il futuro di leggere Repubblica, l'Unità e altri giornali a lui ostili.

Se una donna si offende davanti a un maleducato signore, la colpa è dei giornali... Da non crederci.

giovedì 14 febbraio 2013

Sondaggi

Anche se non consentiti, circolano lo stesso e indicano uno scenario immutato, come suggeriva qualche giorno fa Nicola Piepoli, secondo il quale negli ultimi 15 giorni non cambia nulla.

Youtrend (http://www.youtrend.it/voci-dal-conclave-camera-papale/ ) sostiene che il divario tra centrosinistra e destra berlusconiana resta fermo a 5 punti, che Monti e Grillo sono attorno al 13%, che Ingroia fatica a raggiungere il 4% mentre di Giannino si sono perse le tracce.

sabato 9 febbraio 2013

La leggenda del 1994

C'è una leggenda detta e ripetuta tante volte da sembrare vera: nel 1994 Occhetto aveva vinto, poi arrivò Berlusconi e li fregò tutti, creando dal nulla un partito capace di battere chiunque.

Cosa accedde veramente? Partiamo dal voto del 1992. Forza Italia non era nata. Il primo partito era la DC che alla Camera ottenne quasi il 30%. Il PDS prese il 16,1%, il PSI di Craxi ottenne il 13,6%, la Lega l'8,6%, mentre Rifondazione e MSI superarono il 5% ciascuno.

I voti progressisti erano, quindi, poco più di 1 su 5, ovvero quelli del PDS (16,1%) e di Rifondazione (5,6%). Un pò poco per immaginare una vittoria facile nel 1994.

Nel 1994 Berlusconi si mette a capo dei conservatori, orfani di DC, PSI, PSDI, liberali e repubblicani, vale a dire di partiti che nel 1992 avevano raccolto oltre il 53% dei voti e poi erano crollati, rimasti senza soldi per effetto di tangentopoli.

Berlusconi, il grande vincente (o forse no?) della politica italiana raccoglie solo il 21% dei voti, ma vince grazie alla strana alleanza con Fini che dal 5,4% balza oltre il 13% e alla Lega che conferma i consensi del 1992. Insieme portano a casa più del 42% dei consensi.

Gli altri sono divisi e per questo perdono. Dunque possiamo dire che Berlusconi non sfondò, non ottenne la marea di voti che la leggenda gli attribuisce. Prese solo una parte del voto conservatore e soprattutto sepe mettere insieme forze politiche con poco o nulla in comune, creando una coalizione vincente