La mancanza di idee politiche produce brutti scherzi: Milena Gabanelli è la candidata del Movimento 5 Stelle per la Presidenza della Repubblica.
Una scelta inutile, visto che i grillini in Parlamento sono poco più di 160 su oltre 1000 grandi elettori del Presidente.
PD e SEL potrebbero farcela da soli a eleggere un loro candidato, ma nello spirito della Costituzione si cerca un accordo più ampio.
Bersani offrirà alcuni nomi, sperando che qualcuno tra Monti, Berlusconi e Grillo lo appoggino. Le "parlamentarie" grilline sembrano tirare fuori dai giochi il M5S: non paiono disposti a cercare accordi e quindi il loro candidato non sembra avere alcuna speranza. Serve solo a far propaganda.
Più probabile invece che Monti cerchi un accordo, appoggiando l'elezione di un cattolico del PD. A quel punto si potrà fare a meno anche del voto di Berlusconi, tirando un sospiro di sollievo perchè un Presidente scelto da PD, SEL e Monti sarà certamente persona libera e credibile.
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martedì 16 aprile 2013
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martedì 9 aprile 2013
Lo streaming
Avevo scritto un pò di giorni fa che le consultazioni in streaming erano stati una sceneggiata, una finzione.
Adesso salta fuori che c'è stato un fuori onda.
La versione di Bersani: http://video.repubblica.it/dossier/movimento-5-stelle-beppe-grillo/bersani-e-il-fuorionda-dell-incontro-in-streaming-con-m5s/124797/123285?ref=HRBV-1
Adesso salta fuori che c'è stato un fuori onda.
La versione di Bersani: http://video.repubblica.it/dossier/movimento-5-stelle-beppe-grillo/bersani-e-il-fuorionda-dell-incontro-in-streaming-con-m5s/124797/123285?ref=HRBV-1
giovedì 28 marzo 2013
Grillo tira la volata a....
Beppe Grillo se la prende con l'Unità, colpevole di dire che l'atteggiamento del Movimento 5 Stelle aiuta Berlusconi.
Ma l'Unità ha ragione e i sondaggi confermano: nell'ultimo mese Berlusconi ha guadagnato consenso e se si votasse oggi probabilmente l'alleanza con PDL e Lega avrebbe la maggioranza. Almeno alla Camera.
Questo perchè una parte degli elettori del Movimento 5 Stelle ha votato per i grillini proprio come votava Berlusconi, pensando che il leader sia capace di spazzare via tutto e tutti e di risolvere ogni problema.
Si stanno accorgendo che non è così e ai sondaggisti spiegano che potrebbero votare per Berlusconi e non più per Grillo.
Il solo a non averlo capito è Grillo, che pur di colpire il PD sta tirando la volata a Berlusconi.
Ma l'Unità ha ragione e i sondaggi confermano: nell'ultimo mese Berlusconi ha guadagnato consenso e se si votasse oggi probabilmente l'alleanza con PDL e Lega avrebbe la maggioranza. Almeno alla Camera.
Questo perchè una parte degli elettori del Movimento 5 Stelle ha votato per i grillini proprio come votava Berlusconi, pensando che il leader sia capace di spazzare via tutto e tutti e di risolvere ogni problema.
Si stanno accorgendo che non è così e ai sondaggisti spiegano che potrebbero votare per Berlusconi e non più per Grillo.
Il solo a non averlo capito è Grillo, che pur di colpire il PD sta tirando la volata a Berlusconi.
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mercoledì 27 marzo 2013
La scenaggiata in diretta
Stamattina Pierluigi Bersani e Enrico Letta hanno incontrato la delegazione di deputati e senatori grillini per discutere della formazione di un nuovo governo. Il tutto ripreso e trasmesso on line e in tv, in diretta.
Forse i parlamentari cinquestellati temevano di essere accusati di inciuciare con Bersani, accusa che regolarmente rivolgono ai partiti. Per questo si sono tutelati mandando tutto in diretta.
Ma si può discutere seriamente di qualcosa in pubblico? Poteva Bersani spiegar loro che PD e PDL non sono uguali e fornire le prove? No, certo, non poteva dire cosa pensava di Berlusconi e neppure i cinquestellati potevano eventualmente spiegare che non ritengono davvero uguali gli altri partiti.
Dovevano e potevano solo rispettare le posizioni ufficiali.
Che trattativa è quella in cui le persone non sono libere di dire quel che pensano e devono recitare un copione?
A me è parsa una sceneggiata....
Forse i parlamentari cinquestellati temevano di essere accusati di inciuciare con Bersani, accusa che regolarmente rivolgono ai partiti. Per questo si sono tutelati mandando tutto in diretta.
Ma si può discutere seriamente di qualcosa in pubblico? Poteva Bersani spiegar loro che PD e PDL non sono uguali e fornire le prove? No, certo, non poteva dire cosa pensava di Berlusconi e neppure i cinquestellati potevano eventualmente spiegare che non ritengono davvero uguali gli altri partiti.
Dovevano e potevano solo rispettare le posizioni ufficiali.
Che trattativa è quella in cui le persone non sono libere di dire quel che pensano e devono recitare un copione?
A me è parsa una sceneggiata....
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lunedì 25 marzo 2013
Mi è piaciuto molto
Dopo anni di insulti, Beppe Grillo conosce di persona Napolitano e dice ai suoi capogruppo "mi è piaciuto molto" (vedi qui).
Beppe, forse la realtà fuori da internet è diversa da come la descrivi....
Beppe, forse la realtà fuori da internet è diversa da come la descrivi....
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martedì 19 marzo 2013
Civati for president?
L'elezione di Grasso e Boldrini al Senato e alla Camera è stato -secondo Conchita De Gregorio- un colpo di genio di Civati, che ha spiazzato il Movimento di Grillo.
Al Senato si sono trovati a scegliere tra Grasso, magistrato antimafia, e Schifani, sospettato di amicizie poco onorevoli.
Alcuni grillini hanno scelto Grasso. Al primo voto il Movimento 5 Stelle s'è spaccato, Grillo ha minacciato espulsioni, il popolo della rete s'è ribellato e lui ha dovuto fare marcia indietro.
Vedremo lo stesso metodo Civati all'opera anche per la formazione del governo? Persone a cui non si può dire facilmente di no e che lasceranno al Parlamento il compito di decidere senza l'ormai solito ricatto di un governo che decide e chiede al Parlamento di approvare?
In un colpo solo Civati è riuscito a far eleggere due presidenti credibili, a escludere i "rottamandi" dalle cariche di governo, a mettere in difficoltà i grillini, a aprire la strada a un governo di personaggi alternativi, a sconfiggere la destra. Un colpo da maestro.
Che sia lui il prossimo segretario del PD?
Al Senato si sono trovati a scegliere tra Grasso, magistrato antimafia, e Schifani, sospettato di amicizie poco onorevoli.
Alcuni grillini hanno scelto Grasso. Al primo voto il Movimento 5 Stelle s'è spaccato, Grillo ha minacciato espulsioni, il popolo della rete s'è ribellato e lui ha dovuto fare marcia indietro.
Vedremo lo stesso metodo Civati all'opera anche per la formazione del governo? Persone a cui non si può dire facilmente di no e che lasceranno al Parlamento il compito di decidere senza l'ormai solito ricatto di un governo che decide e chiede al Parlamento di approvare?
In un colpo solo Civati è riuscito a far eleggere due presidenti credibili, a escludere i "rottamandi" dalle cariche di governo, a mettere in difficoltà i grillini, a aprire la strada a un governo di personaggi alternativi, a sconfiggere la destra. Un colpo da maestro.
Che sia lui il prossimo segretario del PD?
giovedì 14 marzo 2013
Auguri a Scola, nuovo Papa. O forse no?
Beppe Grillo spiega da settimane che lui vorrebbe un governo fatto solo da membri del Movimento 5 Stelle e dice che alla presidenza di Camera e Senato i suoi parlamentari voteranno soltanto per i loro candidati.
Nessun compromesso, nessun accordo, solo il proprio candidato.
Qualcosa di simile è successo mercoledì, durante l'elezione del Papa. La CEI, conferenza episcopale italiana, ha mandato un'email in cui si complimentava con il nuovo Papa, Angelo Scola, arcivescovo di Milano.
Peccato che Scola non fosse diventato Papa.
OK, si dirà che qualcuno aveva voglia di festeggiare, che ha preparato l'email e ha schiacciato il tasto invio prima di sapere il nome del nuovo Papa.
Ma il sospetto è un altro: che siano politici o sacerdoti, gli italiani (molti, non tutti) sono tifosi capaci solo di fare il tifo per se stessi, per il proprio candidato, per la propria squadra, incapaci di un minimo di obiettività e di responsabilità.
Come testimoniano le vicende politiche degli ultimi 20 anni. Almeno.
Nessun compromesso, nessun accordo, solo il proprio candidato.
Qualcosa di simile è successo mercoledì, durante l'elezione del Papa. La CEI, conferenza episcopale italiana, ha mandato un'email in cui si complimentava con il nuovo Papa, Angelo Scola, arcivescovo di Milano.
Peccato che Scola non fosse diventato Papa.
OK, si dirà che qualcuno aveva voglia di festeggiare, che ha preparato l'email e ha schiacciato il tasto invio prima di sapere il nome del nuovo Papa.
Ma il sospetto è un altro: che siano politici o sacerdoti, gli italiani (molti, non tutti) sono tifosi capaci solo di fare il tifo per se stessi, per il proprio candidato, per la propria squadra, incapaci di un minimo di obiettività e di responsabilità.
Come testimoniano le vicende politiche degli ultimi 20 anni. Almeno.
martedì 12 marzo 2013
Legge elettorale
Una cosa è certa: se si va al voto, è molto probabile che non esca una maggioranza al Senato.
Serve una legge elettorale diversa. Lo dicono in molti. Ma qual è la legge elettorale preferita dal Movimento 5 Stelle?
Se qualcuno l'ha capito me lo dica.
giovedì 7 marzo 2013
Maggioranza volta per volta
Un'idea del Movimento 5 Stelle è votiamo di volta in volta. Se il M5S è contro l'IMU come Berlusconi, dovrebbe votare per abolirla insieme a PDL e Lega e contro chi invece vuole mantenere l'IMU, passando poi a approvare con il PD altri provvedimenti condivisi col PD.
Che bello se la politica fosse questa. Un partito o movimento che dir si voglia che prende quel che gli piace da chi gli piace, spiegando, come fa un professore di filosofia del diritto vicino al Movimento di Grillo, che il Parlamento è sovrano.
Si potrebbe eliminare qualsiasi imposta o introdurre qualunque beneficio per i cittadini. Basta trovare un alleato che la pensa allo stesso modo.
Ma questo metodo oltre a scontrarsi con l'esistenza del governo, fa a pugni con i vincoli della Costituzione, a cominciare dall'obbligo di pareggio di bilancio e dall'obbligo di dare copertura alle spese (e alle mancate entrate fiscali).
Potrebbe sopravvivere un Parlamento in cui due forze politiche, di cui almeno una all'opposizione, decidono di mettersi d'accordo per prendere provvedimenti contrari alle norme costituzionali?
Che bello se la politica fosse questa. Un partito o movimento che dir si voglia che prende quel che gli piace da chi gli piace, spiegando, come fa un professore di filosofia del diritto vicino al Movimento di Grillo, che il Parlamento è sovrano.
Si potrebbe eliminare qualsiasi imposta o introdurre qualunque beneficio per i cittadini. Basta trovare un alleato che la pensa allo stesso modo.
Ma questo metodo oltre a scontrarsi con l'esistenza del governo, fa a pugni con i vincoli della Costituzione, a cominciare dall'obbligo di pareggio di bilancio e dall'obbligo di dare copertura alle spese (e alle mancate entrate fiscali).
Potrebbe sopravvivere un Parlamento in cui due forze politiche, di cui almeno una all'opposizione, decidono di mettersi d'accordo per prendere provvedimenti contrari alle norme costituzionali?
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mercoledì 27 febbraio 2013
Gli effetti assurdi del Porcellum
Supponiamo che le elezioni di domenica e lunedì avessero visto la coalizione di centro-sinistra vincere nelle stesse regioni in cui ha vinto nel 2006.
Nel 2006 l'Unione guidata da Prodi vinse nelle regioni "blu" e questo gli garantì una risicata maggioranza: 158 seggi contro 156 (più un indipendente) della coalizione di centro-destra.
Ma cosa sarebbe successo se ci fosse stato un terzo schieramento capace di superare la soglia di sbarramento dell'8%?
Semplice: non ci sarebbe stata una maggioranza.
Per esempio in Piemonte la coalizione vincente prende 13 seggi, mentre tutti gli altri si dividono 9 seggi. Ha vinto la coalizione di Berlusconi, che ha conquistato 13 seggi contro 9 di Prodi.
Bene, se in Piemonte ci fosse stato il partito di Grillo, i 9 seggi destinati ai perdenti non sarebbero finiti tutti a Prodi, ma Prodi se li sarebbe divisi con Grillo. Diciamo 5 all'uno e 4 all'altro.
E a questo punto Prodi non avrebbe avuto la maggioranza. E naturalmente neanche Berlusconi, fermatosi a 156 seggi.
Dunque con gli stessi risultati di allora, se c'è una terza forza politica capace di ottenere seggi al Senato, la maggioranza al Senato sarebbe stata impossibile.
Il porcellum è, come disse il suo autore Calderoli, proprio una porcata.
Nel 2006 l'Unione guidata da Prodi vinse nelle regioni "blu" e questo gli garantì una risicata maggioranza: 158 seggi contro 156 (più un indipendente) della coalizione di centro-destra.
Ma cosa sarebbe successo se ci fosse stato un terzo schieramento capace di superare la soglia di sbarramento dell'8%?
Semplice: non ci sarebbe stata una maggioranza.
Per esempio in Piemonte la coalizione vincente prende 13 seggi, mentre tutti gli altri si dividono 9 seggi. Ha vinto la coalizione di Berlusconi, che ha conquistato 13 seggi contro 9 di Prodi.
Bene, se in Piemonte ci fosse stato il partito di Grillo, i 9 seggi destinati ai perdenti non sarebbero finiti tutti a Prodi, ma Prodi se li sarebbe divisi con Grillo. Diciamo 5 all'uno e 4 all'altro.
E a questo punto Prodi non avrebbe avuto la maggioranza. E naturalmente neanche Berlusconi, fermatosi a 156 seggi.
Dunque con gli stessi risultati di allora, se c'è una terza forza politica capace di ottenere seggi al Senato, la maggioranza al Senato sarebbe stata impossibile.
Il porcellum è, come disse il suo autore Calderoli, proprio una porcata.
lunedì 18 febbraio 2013
Il voto disgiunto
Domenica e lunedì si eleggerà anche il presidente della Lombardia, la regione italiana più popolosa e ricca.
I sondaggi dicono che sarà una sfida all'ultimo voto tra Umberto Ambrosoli e Roberto Maroni, mentre gli altri candidati e in particolare Albertini, appoggiato da Monti, Fini e Casini, non hanno alcuna possibilità di vincere.
Gli elettori dunque sceglieranno tra due candidati chi governerà per i prossimi 5 anni la Regione. Chi voterà per il candidato di Rivoluzione Civile, del Movimento grillino o per Albertini, di fatto lascerà ad altri la scelta.
E' opportuno andare a votare lasciando che siano altri a decidere? Per molti no. L'ultimo a aver deciso di esercitare il voto disgiunto è Ichino, ex PD, che preferisce Ambrosoli a Maroni e annuncia che voterà per il partito di Monti ma non per Albertini.
Ambrosoli dà più garanzie a alcuni elettori che voteranno altri partiti, come quello di Mario Monti che riesce al tempo stesso a dire che gli elettori sono maturi e sanno scegliere e a opporsi al voto disgiunto.
Perchè Monti è contrario al voto disgiunto se sa che Albertini non ha alcuna speranza di diventare presidente della Lombardia?
Forse perché pensa che parte dei suoi elettori, scegliendo Ambrosoli o Maroni, poi non voteranno più la sua lista. Ma gli elettori non sono maturi?
I sondaggi dicono che sarà una sfida all'ultimo voto tra Umberto Ambrosoli e Roberto Maroni, mentre gli altri candidati e in particolare Albertini, appoggiato da Monti, Fini e Casini, non hanno alcuna possibilità di vincere.
Gli elettori dunque sceglieranno tra due candidati chi governerà per i prossimi 5 anni la Regione. Chi voterà per il candidato di Rivoluzione Civile, del Movimento grillino o per Albertini, di fatto lascerà ad altri la scelta.
E' opportuno andare a votare lasciando che siano altri a decidere? Per molti no. L'ultimo a aver deciso di esercitare il voto disgiunto è Ichino, ex PD, che preferisce Ambrosoli a Maroni e annuncia che voterà per il partito di Monti ma non per Albertini.
Ambrosoli dà più garanzie a alcuni elettori che voteranno altri partiti, come quello di Mario Monti che riesce al tempo stesso a dire che gli elettori sono maturi e sanno scegliere e a opporsi al voto disgiunto.
Perchè Monti è contrario al voto disgiunto se sa che Albertini non ha alcuna speranza di diventare presidente della Lombardia?
Forse perché pensa che parte dei suoi elettori, scegliendo Ambrosoli o Maroni, poi non voteranno più la sua lista. Ma gli elettori non sono maturi?
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