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mercoledì 13 marzo 2013

Rischio fallimento?

Quattro mesi fa avevo scritto (vedi questo post) della strana scelta della Regione Piemonte di dare contributi ai comuni piemontesi come compensazione per i tagli del governo.

La distribuzione dei soldi era alquanto strana e poco equa, con comuni piccoli (a guida leghista) che ricevevano somme rilevanti e altri comuni ben più grandi a cui erano destinate somme modeste, tenuto conto del numero degli abitanti.


Complessivamente la Regione destinava ai comuni 200 milioni di euro.  La stessa somma che oggi Cota, presidente della Regione, dichiara mancare al bilancio regionale (vedi qui).


La Regione, minaccia Cota, potrebbe avere problemi di liquidità a partire da giugno e per questo chiede al governo un contributo di fondi fas per 300 milioni.


Insomma il governo taglia i soldi ai comuni, la Regione aiuta i comuni, soprattutto quelli guidati da una maggioranza di centro-destra, destinando loro 200 milioni e poi, visto che mancano all'appello 200 milioni, chiede al governo di intervenire. In caso contrario saranno costretti a aumentare le imposte regionali e da giugno molti pagamenti saranno a rischio.


Un bel pasticcio che pare aver sortito un unico effetto: permettere a un bel pò di comuni guidati dal centro-destra di tener basse le aliquote IMU. Interessi di parte coi soldi di tutti?

giovedì 7 marzo 2013

Maggioranza volta per volta

Un'idea del Movimento 5 Stelle è votiamo di volta in volta. Se il M5S è contro l'IMU come Berlusconi, dovrebbe votare per abolirla insieme a PDL e Lega e contro chi invece vuole mantenere l'IMU, passando poi a approvare con il PD altri provvedimenti condivisi col PD.

Che bello se la politica fosse questa. Un partito o movimento che dir si voglia che prende quel che gli piace da chi gli piace, spiegando, come fa un professore di filosofia del diritto vicino al Movimento di Grillo, che il Parlamento è sovrano.

Si potrebbe eliminare qualsiasi imposta o introdurre qualunque beneficio per i cittadini. Basta trovare un alleato che la pensa allo stesso modo.

Ma questo metodo oltre a scontrarsi con l'esistenza del governo, fa a pugni con i vincoli della Costituzione, a cominciare dall'obbligo di pareggio di bilancio e dall'obbligo di dare copertura alle spese (e alle mancate entrate fiscali).

Potrebbe sopravvivere un Parlamento in cui due forze politiche, di cui almeno una all'opposizione, decidono di mettersi d'accordo per prendere provvedimenti contrari alle norme costituzionali?