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martedì 9 aprile 2013

Lo streaming

Avevo scritto un pò di giorni fa che le consultazioni in streaming erano stati una sceneggiata, una finzione.

Adesso salta fuori che c'è stato un fuori onda.

La versione di Bersani: http://video.repubblica.it/dossier/movimento-5-stelle-beppe-grillo/bersani-e-il-fuorionda-dell-incontro-in-streaming-con-m5s/124797/123285?ref=HRBV-1

mercoledì 27 marzo 2013

La scenaggiata in diretta

Stamattina Pierluigi Bersani e Enrico Letta hanno incontrato la delegazione di deputati e senatori grillini per discutere della formazione di un nuovo governo. Il tutto ripreso e trasmesso on line e in tv, in diretta.

Forse i parlamentari cinquestellati temevano di essere accusati di inciuciare con Bersani, accusa che regolarmente rivolgono ai partiti. Per questo si sono tutelati mandando tutto in diretta.

Ma si può discutere seriamente di qualcosa in pubblico? Poteva Bersani spiegar loro che PD e PDL non sono uguali e fornire le prove? No, certo, non poteva dire cosa pensava di Berlusconi e neppure i cinquestellati potevano eventualmente spiegare che non ritengono davvero uguali gli altri partiti.

Dovevano e potevano solo rispettare le posizioni ufficiali.

Che trattativa è quella in cui le persone non sono libere di dire quel che pensano e devono recitare un copione?

A me è parsa una sceneggiata....

martedì 19 marzo 2013

Civati for president?

L'elezione di Grasso e Boldrini al Senato e alla Camera è stato -secondo Conchita De Gregorio- un colpo di genio di Civati, che ha spiazzato il Movimento di Grillo.

Al Senato si sono trovati a scegliere tra Grasso, magistrato antimafia, e Schifani, sospettato di amicizie poco onorevoli.

Alcuni grillini hanno scelto Grasso. Al primo voto il Movimento 5 Stelle s'è spaccato, Grillo ha minacciato espulsioni, il popolo della rete s'è ribellato e lui ha dovuto fare marcia indietro.

Vedremo lo stesso metodo Civati all'opera anche per la formazione del governo? Persone a cui non si può dire facilmente di no e che lasceranno al Parlamento il compito di decidere senza l'ormai solito ricatto di un governo che decide e chiede al Parlamento di approvare?

In un colpo solo Civati è riuscito a far eleggere due presidenti credibili, a escludere i "rottamandi" dalle cariche di governo, a mettere in difficoltà i grillini, a aprire la strada a un governo di personaggi alternativi, a sconfiggere la destra. Un colpo da maestro.

Che sia lui il prossimo segretario del PD?

lunedì 4 marzo 2013

Conviene governare?

A una settimana dal voto cerchiamo di fare il punto della situazione.

Il PD è arrivato primo ma non ha la maggioranza al Senato e non può garantire la governabilità.

Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto un ottimo risultato ma può al massimo risultare decisivo per una maggioranza al Senato. Grillo non vuole accordi con nessuno e promette di non dare la fiducia a alcun governo politico. Forse a un esecutivo tecnico, qualsiasi cosa voglia dire.

Berlusconi, in difficoltà perchè continuano i processi, si gode la quasi vittoria che lo esime dal dovere di prendere iniziative oltre a quella di chiedere al PD di fare un governissimo, che il PD non vuole, specie di fronte alla prospettiva di condanne in arrivo per il Cavaliere.

Infine Mario Monti, presidente del consiglio, pare scomparso dalla scena politica insieme ai suoi compagni di avventura Fini e Casini, anche se i suoi senatori potrebbero pesare al Senato nel caso in cui parte dei grillini appoggiassero un governo col PD.

In questo contesto Grillo cerca di spingere il PD nelle braccia del PDL e il PD si difende cercando di spingere il Movimento grillino a assumersi qualche responsabilità di governo.

Chi vincerà lasida?

Non lo sappiamo, ma forse si può ipotizzare che nascerà un governo tecnico perché Grillo, in un'Italia allo sbando, non si assumerà mai la responsabilità di governare. Gli italiani che l'hanno votato capirebbero le esagerazioni della campagna elettorale a cinque stelle, comprenderebbero che non possono ottenere quei benefici economici che li hanno spinti a abbandonare i partiti tradizionali per tuffarsi nell'esperienza grillina.

E forse anche il PD non ha interesse a occupare le poltrone ministeriali...




lunedì 18 febbraio 2013

Il voto disgiunto

Domenica e lunedì si eleggerà anche il presidente della Lombardia, la regione italiana più popolosa e ricca.

I sondaggi dicono che sarà una sfida all'ultimo voto tra Umberto Ambrosoli e Roberto Maroni, mentre gli altri candidati e in particolare Albertini, appoggiato da Monti, Fini e Casini, non hanno alcuna possibilità di vincere.

Gli elettori dunque sceglieranno tra due candidati chi governerà per i prossimi 5 anni la Regione. Chi voterà per il candidato di Rivoluzione Civile, del Movimento grillino o per Albertini, di fatto lascerà ad altri la scelta.

E' opportuno andare a votare lasciando che siano altri a decidere? Per molti no. L'ultimo a aver deciso di esercitare il voto disgiunto è Ichino, ex PD, che preferisce Ambrosoli a Maroni e annuncia che voterà per il partito di Monti ma non per Albertini.

Ambrosoli dà più garanzie a alcuni elettori che voteranno altri partiti, come quello di Mario Monti che riesce al tempo stesso a dire che gli elettori sono maturi e sanno scegliere e a opporsi al voto disgiunto.

Perchè Monti è contrario al voto disgiunto se sa che Albertini non ha alcuna speranza di diventare presidente della Lombardia?

Forse perché pensa che parte dei suoi elettori, scegliendo Ambrosoli o Maroni, poi non voteranno più la sua lista. Ma gli elettori non sono maturi?

mercoledì 13 febbraio 2013

Poche idee e neppure sue

Presa Diretta qualche settimana fa s'è occupata degli F135, aerei americani che l'Italia dovrebbe comprare nei prossimi anni. E ha intervistato i leader politici in campagna elettorale per conoscere la loro opinione.

Tra questi Mario Monti. L'intervista la trovate qui: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-03052556-4a49-4a6d-8249-7c59169b8890.html#p=0 a partire dal minuto 43.

Mario Monti legge un testo, e non è la prima volta. Perchè? Nessuna idea? Niente da dire? Mario, dì qualcosa e dillo con parole tue.

venerdì 8 febbraio 2013

La proposta di Bersani per risollevare l'economia

In questi giorni di campagna elettorale i candidati non mancano le proposte che riguardano l'economia. Come logico, quasi tutte riguardano l'IMU o altre imposte che gravano sulle persone. Imposte salite nel 2012 e colpevoli di aver scatenato una forte recessione.

Invece Bersani fa una proposta interessante: pagare il debito pregresso della pubblica amministrazione. Si tratta di una cinquantina di miliardi di euro che le imprese fornitrici del settore pubblico incassano con forti (e folli) ritardi. Con quali conseguenze?

Se un'impresa non viene pagata o meglio se viene pagata con forte ritardo, può fare due cose: ritardare a sua volta i pagamenti e ricorrere al credito bancario per pagare dipendenti, fisco, inps, fornitori.

L'impresa che non viene pagata, a sua volta ritarda i pagamenti, trasferendo i propri problemi finanziari ai fornitori, che a loro volta faranno lo stesso con i loro fornitori. Inoltre l'impresa si indebita per pagare dipendenti o il fisco, con un aggravio dei costi per l'impresa e con conseguente difficoltà di ottenere altro credito, necessario per far crescere l'attività economica.

A loro volta le banche con clienti che non restituiscono i soldi ricevuti in prestito, hanno difficoltà a concedere altri prestiti, ma anche a raccogliere capitali vista l'insolvenza dei propri clienti.

Dunque la proposta di pagare l'arretrato della pubblica amministrazione è una buona proposta che può avere effetti importanti per l'economia, permettendo a molte imprese di ridurre i debiti verso fornitori per somme che potranno essere complessivamente pari anche a 3-4 volte l'importo pagato dalla pubblica amministrazione, con benefici non solo per le imprese ma anche per il sistema bancario, interessato a farsi restituire i soldi prestati e a concedere nuovi prestiti.