Stamattina Pierluigi Bersani e Enrico Letta hanno incontrato la delegazione di deputati e senatori grillini per discutere della formazione di un nuovo governo. Il tutto ripreso e trasmesso on line e in tv, in diretta.
Forse i parlamentari cinquestellati temevano di essere accusati di inciuciare con Bersani, accusa che regolarmente rivolgono ai partiti. Per questo si sono tutelati mandando tutto in diretta.
Ma si può discutere seriamente di qualcosa in pubblico? Poteva Bersani spiegar loro che PD e PDL non sono uguali e fornire le prove? No, certo, non poteva dire cosa pensava di Berlusconi e neppure i cinquestellati potevano eventualmente spiegare che non ritengono davvero uguali gli altri partiti.
Dovevano e potevano solo rispettare le posizioni ufficiali.
Che trattativa è quella in cui le persone non sono libere di dire quel che pensano e devono recitare un copione?
A me è parsa una sceneggiata....
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mercoledì 27 marzo 2013
La scenaggiata in diretta
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giovedì 21 marzo 2013
Le idee confuse dei 5 stelle
Come la pensa il Movimento 5 Stelle a proposito del governo prossimo venturo?
In queste settimane abbiamo visto diverse posizioni. Hanno detto, anzitutto, no alle alleanze. Poi hanno spiegato che non vogliono dare la fiducia a nessun governo altrui.
A chi obiettava che senza fiducia il Presidente della Repubblica potrebbe sciogliere le Camere e mandare tutti a casa, hanno risposto che un governo non serve, che si può fare come in Belgio, lasciando che il Parlamento faccia il suo mestiere.
Se così fosse, ci dovremmo aspettare che il partito di Grillo si astenga di fronte alla proposta di un governo guidato da altri partiti, o che l'appoggi dall'esterno, e che ribadisca fortemente i limiti a cui dovrebbero sottostare tutti i governi, a cominciare dalla separazione dei poteri: al governo spetta il potere esecutivo mentre al Parlamento quello legislativo.
E invece il Movimento 5 Stelle chiede per sè il governo, vale a dire la gestione del potere esecutivo, oppure la presidenza del Copasir o della vigilanza Rai.
Idee poche e confuse. Pensano che conti solo il potere legislativo? Vogliono esercitare il potere esecutivo? O vogliono solo fare i controllori del Parlamento alla ricerca di spese della politica da tagliare?
In queste settimane abbiamo visto diverse posizioni. Hanno detto, anzitutto, no alle alleanze. Poi hanno spiegato che non vogliono dare la fiducia a nessun governo altrui.
A chi obiettava che senza fiducia il Presidente della Repubblica potrebbe sciogliere le Camere e mandare tutti a casa, hanno risposto che un governo non serve, che si può fare come in Belgio, lasciando che il Parlamento faccia il suo mestiere.
Se così fosse, ci dovremmo aspettare che il partito di Grillo si astenga di fronte alla proposta di un governo guidato da altri partiti, o che l'appoggi dall'esterno, e che ribadisca fortemente i limiti a cui dovrebbero sottostare tutti i governi, a cominciare dalla separazione dei poteri: al governo spetta il potere esecutivo mentre al Parlamento quello legislativo.
E invece il Movimento 5 Stelle chiede per sè il governo, vale a dire la gestione del potere esecutivo, oppure la presidenza del Copasir o della vigilanza Rai.
Idee poche e confuse. Pensano che conti solo il potere legislativo? Vogliono esercitare il potere esecutivo? O vogliono solo fare i controllori del Parlamento alla ricerca di spese della politica da tagliare?
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sabato 16 marzo 2013
QI
Mario Monti voleva la presidenza del Senato, indifferente al fatto di essere il Presidente del Consiglio in un momento non facile per l'Italia.
S'era impegnato con il Presidente Napolitano a non candidarsi in politica. Ha gestito il governo, ha approfittato del suo ruolo per apparire ovunque durante la campagna elettorale, non è diventato determinante e ciò nonostante ha chiesto la presidenza del Senato, bloccato dal Presidente preoccupato delle conseguenze per l'Italia se Monti abbandonasse il governo.
Capisco che gli dobbiamo gratitudine per averci liberato di un politico insignificante come Fini, ma forse abbiamo sopravvalutato il QI di Mario Monti...molto meno intelligente e molto più presuntuoso di quel che appare.
S'era impegnato con il Presidente Napolitano a non candidarsi in politica. Ha gestito il governo, ha approfittato del suo ruolo per apparire ovunque durante la campagna elettorale, non è diventato determinante e ciò nonostante ha chiesto la presidenza del Senato, bloccato dal Presidente preoccupato delle conseguenze per l'Italia se Monti abbandonasse il governo.
Capisco che gli dobbiamo gratitudine per averci liberato di un politico insignificante come Fini, ma forse abbiamo sopravvalutato il QI di Mario Monti...molto meno intelligente e molto più presuntuoso di quel che appare.
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mercoledì 13 marzo 2013
Rischio fallimento?
Quattro mesi fa avevo scritto (vedi
questo post) della strana scelta della Regione Piemonte di
dare contributi ai comuni piemontesi come compensazione per i tagli
del governo.
La distribuzione dei soldi era alquanto strana e poco equa, con comuni piccoli (a guida leghista) che ricevevano somme rilevanti e altri comuni ben più grandi a cui erano destinate somme modeste, tenuto conto del numero degli abitanti.
Complessivamente la Regione destinava ai comuni 200 milioni di euro. La stessa somma che oggi Cota, presidente della Regione, dichiara mancare al bilancio regionale (vedi qui).
La Regione, minaccia Cota, potrebbe avere problemi di liquidità a partire da giugno e per questo chiede al governo un contributo di fondi fas per 300 milioni.
Insomma il governo taglia i soldi ai comuni, la Regione aiuta i comuni, soprattutto quelli guidati da una maggioranza di centro-destra, destinando loro 200 milioni e poi, visto che mancano all'appello 200 milioni, chiede al governo di intervenire. In caso contrario saranno costretti a aumentare le imposte regionali e da giugno molti pagamenti saranno a rischio.
Un bel pasticcio che pare aver sortito un unico effetto: permettere a un bel pò di comuni guidati dal centro-destra di tener basse le aliquote IMU. Interessi di parte coi soldi di tutti?
La distribuzione dei soldi era alquanto strana e poco equa, con comuni piccoli (a guida leghista) che ricevevano somme rilevanti e altri comuni ben più grandi a cui erano destinate somme modeste, tenuto conto del numero degli abitanti.
Complessivamente la Regione destinava ai comuni 200 milioni di euro. La stessa somma che oggi Cota, presidente della Regione, dichiara mancare al bilancio regionale (vedi qui).
La Regione, minaccia Cota, potrebbe avere problemi di liquidità a partire da giugno e per questo chiede al governo un contributo di fondi fas per 300 milioni.
Insomma il governo taglia i soldi ai comuni, la Regione aiuta i comuni, soprattutto quelli guidati da una maggioranza di centro-destra, destinando loro 200 milioni e poi, visto che mancano all'appello 200 milioni, chiede al governo di intervenire. In caso contrario saranno costretti a aumentare le imposte regionali e da giugno molti pagamenti saranno a rischio.
Un bel pasticcio che pare aver sortito un unico effetto: permettere a un bel pò di comuni guidati dal centro-destra di tener basse le aliquote IMU. Interessi di parte coi soldi di tutti?
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martedì 19 febbraio 2013
Ineffabile Berlusconi
"Lei viene? E quante volte viene? E a che distanza temporale? Può girarsi un'altra volta?"
Sono le frasi dette in pubblico da Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale a una dipendente di Green Power.
Frasi imbarazzanti. Per la donna e per l'ex presidente del Consiglio, che non è nuovo a atteggiamenti non proprio da gentiluomo.
L'interessata s'è sentita in imbarazzo e l'ha scritto sul profilo facebook, ma l'ineffabile Silvio, invece di limitarsi a qualche scusa, le ha spiegato che il suo imbarazzo deriva dalla lettura dei giornali e le ha consigliato di evitare per il futuro di leggere Repubblica, l'Unità e altri giornali a lui ostili.
Se una donna si offende davanti a un maleducato signore, la colpa è dei giornali... Da non crederci.
Sono le frasi dette in pubblico da Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale a una dipendente di Green Power.
Frasi imbarazzanti. Per la donna e per l'ex presidente del Consiglio, che non è nuovo a atteggiamenti non proprio da gentiluomo.
L'interessata s'è sentita in imbarazzo e l'ha scritto sul profilo facebook, ma l'ineffabile Silvio, invece di limitarsi a qualche scusa, le ha spiegato che il suo imbarazzo deriva dalla lettura dei giornali e le ha consigliato di evitare per il futuro di leggere Repubblica, l'Unità e altri giornali a lui ostili.
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