Silvio Berlusconi la spara grossa: s'è inventato una lettera
che assomiglia a quelle che spedisce il fisco, in cui spiega agli
elettori che se vincerà, abolirà l'IMU sulla prima casa e restituirà quella pagata nel 2012.
Per
mantenere la promessa, Berlusconi dovrebbe trovare 8 miliardi circa: 4
per abolire l'IMU nel 2013 e 4 miliardi per restituire quella del 2012.
La cosa paradossale è che il buco da colmare con l'IMU l'ha creato proprio Berlusconi. Come? Non facendo nulla nel 2011 per impedire che lo spread salisse alle stelle.
L'Europa,
la BCE, il FMI chiedevano all'Italia di mettere in sicurezza i conti
pubblici. Berlusconi ha fatto mille proposte, bocciate da una
maggioranza che non voleva inimicarsi gli elettori, e così le banche di
mezza Europa si sono liberate dei titoli pubblici italiani, diventati
improvvisamente a rischio di insolvenza.
Lo spread, come sappiamo, è salito alle stelle trascinando i tassi di interesse sulle nuove emissioni di titoli.
Nel 2012 l'Italia ha rinnovato titoli pubblici per 440 miliardi di euro.
Un punto percentuale in più, ovvero 100 punti di spread, voglion dire
4,4 miliardi in più di spesa per interessi. Una maggior spesa
probabilmente maggiore, di cui è responsabile il governo Berlusconi,
colpevole di non essersi mosso quando lo spread saliva rapidamente e
tutti invocavano un intervento sui conti per garantirne la solidità.
Se Berlusconi si fosse mosso per mettere a posto i conti, non
solo avrebbe salvato il posto ma la spesa per interessi sarebbe, oggi,
più bassa, e ci sarebbero le risorse per evitare, in tutto o in parte,
l'IMU sulla prima casa.
Paradossamente oggi Berlusconi
vuol togliere l'IMU e restituire quella già pagata, creando forse le
condizioni per un altro peggioramento dello spread e quindi per un nuovo
aumento della spesa (pubblica) per interessi.

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