Un magistrato famoso, amato perchè combatte la mafia, decide di mettersi a capo di un'armata brancaleone di politici poco popolari che tentano di rientrare in Parlamento.
Si presenta, dà credito ai suoi sostenitori, incassa qualche no, alcuni sostenitori se ne vanno quando capiscono che la lista è un cavallo di Troia, e quando gli spiegano che magari è meglio se in qualche regione non si presenta, dice candidamente: siamo qui per vincere.
Come può questo magistrato famoso credere di poter vincere e restare tranquillo a far campagna elettorale?
giovedì 28 febbraio 2013
Come si può...?
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mercoledì 27 febbraio 2013
Gli effetti assurdi del Porcellum
Supponiamo che le elezioni di domenica e lunedì avessero visto la coalizione di centro-sinistra vincere nelle stesse regioni in cui ha vinto nel 2006.
Nel 2006 l'Unione guidata da Prodi vinse nelle regioni "blu" e questo gli garantì una risicata maggioranza: 158 seggi contro 156 (più un indipendente) della coalizione di centro-destra.
Ma cosa sarebbe successo se ci fosse stato un terzo schieramento capace di superare la soglia di sbarramento dell'8%?
Semplice: non ci sarebbe stata una maggioranza.
Per esempio in Piemonte la coalizione vincente prende 13 seggi, mentre tutti gli altri si dividono 9 seggi. Ha vinto la coalizione di Berlusconi, che ha conquistato 13 seggi contro 9 di Prodi.
Bene, se in Piemonte ci fosse stato il partito di Grillo, i 9 seggi destinati ai perdenti non sarebbero finiti tutti a Prodi, ma Prodi se li sarebbe divisi con Grillo. Diciamo 5 all'uno e 4 all'altro.
E a questo punto Prodi non avrebbe avuto la maggioranza. E naturalmente neanche Berlusconi, fermatosi a 156 seggi.
Dunque con gli stessi risultati di allora, se c'è una terza forza politica capace di ottenere seggi al Senato, la maggioranza al Senato sarebbe stata impossibile.
Il porcellum è, come disse il suo autore Calderoli, proprio una porcata.
Nel 2006 l'Unione guidata da Prodi vinse nelle regioni "blu" e questo gli garantì una risicata maggioranza: 158 seggi contro 156 (più un indipendente) della coalizione di centro-destra.
Ma cosa sarebbe successo se ci fosse stato un terzo schieramento capace di superare la soglia di sbarramento dell'8%?
Semplice: non ci sarebbe stata una maggioranza.
Per esempio in Piemonte la coalizione vincente prende 13 seggi, mentre tutti gli altri si dividono 9 seggi. Ha vinto la coalizione di Berlusconi, che ha conquistato 13 seggi contro 9 di Prodi.
Bene, se in Piemonte ci fosse stato il partito di Grillo, i 9 seggi destinati ai perdenti non sarebbero finiti tutti a Prodi, ma Prodi se li sarebbe divisi con Grillo. Diciamo 5 all'uno e 4 all'altro.
E a questo punto Prodi non avrebbe avuto la maggioranza. E naturalmente neanche Berlusconi, fermatosi a 156 seggi.
Dunque con gli stessi risultati di allora, se c'è una terza forza politica capace di ottenere seggi al Senato, la maggioranza al Senato sarebbe stata impossibile.
Il porcellum è, come disse il suo autore Calderoli, proprio una porcata.
martedì 26 febbraio 2013
Una propostina ...
OK,
Bersani ha conquistato 4 regioni in più, ha preso più voti, ma per colpa
di una legge elettorale folle non c'è una maggioranza. Come elettore
sono esausto. Potevo al massimo fare il tifo, convincere gli amici,
esprimere il voto.
Ho sbagliato?
Non lo so ma so
cosa si può fare: decidete chi è il leader della coalizione, chi
candidare, la strategia comunicativa...insomma tutto quel che
considerate giusto fare per vincere, e io lo appoggio, come sempre. Mi
importa solo che non si dica che quel che succede è una mia
responsabilità.
sabato 23 febbraio 2013
Esagerazioni
Esagerazioni da campagna elettorale: si vorrebbe impedire per legge il trasferimento di un calciatore.
venerdì 22 febbraio 2013
Non gli riesce proprio...
Silvio Berlusconi non riesce proprio a dire il vero. E' più forte di lui, deve sempre distorcere le cose, anche quando si parla di calcio.
Mi è capitato di vedere qualche giorno fa un'intervista in tv. Parlava del Milan, era un modo escogitato dalle sue tv per farlo apparire in tv, evitando l'argomento politico.
Berlusconi ha detto che il Milan ha gli stessi punti della Lazio, ma sta davanti in classifica grazie alla miglior differenza reti.
Purtroppo si tratta della solita distorsione della realtà: se due squadre arrivano a pari punti, contano gli scontri diretti. E per ora s'è giocata Lazio-Milan, vinta dalla Lazio per 3-2.
A parità di punti, dunque, per ora la Lazio è in testa, checchè ne dica Berlusconi.
Mi è capitato di vedere qualche giorno fa un'intervista in tv. Parlava del Milan, era un modo escogitato dalle sue tv per farlo apparire in tv, evitando l'argomento politico.
Berlusconi ha detto che il Milan ha gli stessi punti della Lazio, ma sta davanti in classifica grazie alla miglior differenza reti.
Purtroppo si tratta della solita distorsione della realtà: se due squadre arrivano a pari punti, contano gli scontri diretti. E per ora s'è giocata Lazio-Milan, vinta dalla Lazio per 3-2.
A parità di punti, dunque, per ora la Lazio è in testa, checchè ne dica Berlusconi.
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giovedì 21 febbraio 2013
Rimborso IMU
Silvio Berlusconi la spara grossa: s'è inventato una lettera
che assomiglia a quelle che spedisce il fisco, in cui spiega agli
elettori che se vincerà, abolirà l'IMU sulla prima casa e restituirà quella pagata nel 2012.
Per mantenere la promessa, Berlusconi dovrebbe trovare 8 miliardi circa: 4 per abolire l'IMU nel 2013 e 4 miliardi per restituire quella del 2012.
La cosa paradossale è che il buco da colmare con l'IMU l'ha creato proprio Berlusconi. Come? Non facendo nulla nel 2011 per impedire che lo spread salisse alle stelle.
L'Europa, la BCE, il FMI chiedevano all'Italia di mettere in sicurezza i conti pubblici. Berlusconi ha fatto mille proposte, bocciate da una maggioranza che non voleva inimicarsi gli elettori, e così le banche di mezza Europa si sono liberate dei titoli pubblici italiani, diventati improvvisamente a rischio di insolvenza.
Lo spread, come sappiamo, è salito alle stelle trascinando i tassi di interesse sulle nuove emissioni di titoli.
Nel 2012 l'Italia ha rinnovato titoli pubblici per 440 miliardi di euro. Un punto percentuale in più, ovvero 100 punti di spread, voglion dire 4,4 miliardi in più di spesa per interessi. Una maggior spesa probabilmente maggiore, di cui è responsabile il governo Berlusconi, colpevole di non essersi mosso quando lo spread saliva rapidamente e tutti invocavano un intervento sui conti per garantirne la solidità.
Se Berlusconi si fosse mosso per mettere a posto i conti, non solo avrebbe salvato il posto ma la spesa per interessi sarebbe, oggi, più bassa, e ci sarebbero le risorse per evitare, in tutto o in parte, l'IMU sulla prima casa.
Paradossamente oggi Berlusconi vuol togliere l'IMU e restituire quella già pagata, creando forse le condizioni per un altro peggioramento dello spread e quindi per un nuovo aumento della spesa (pubblica) per interessi.
Per mantenere la promessa, Berlusconi dovrebbe trovare 8 miliardi circa: 4 per abolire l'IMU nel 2013 e 4 miliardi per restituire quella del 2012.
La cosa paradossale è che il buco da colmare con l'IMU l'ha creato proprio Berlusconi. Come? Non facendo nulla nel 2011 per impedire che lo spread salisse alle stelle.
L'Europa, la BCE, il FMI chiedevano all'Italia di mettere in sicurezza i conti pubblici. Berlusconi ha fatto mille proposte, bocciate da una maggioranza che non voleva inimicarsi gli elettori, e così le banche di mezza Europa si sono liberate dei titoli pubblici italiani, diventati improvvisamente a rischio di insolvenza.
Lo spread, come sappiamo, è salito alle stelle trascinando i tassi di interesse sulle nuove emissioni di titoli.
Nel 2012 l'Italia ha rinnovato titoli pubblici per 440 miliardi di euro. Un punto percentuale in più, ovvero 100 punti di spread, voglion dire 4,4 miliardi in più di spesa per interessi. Una maggior spesa probabilmente maggiore, di cui è responsabile il governo Berlusconi, colpevole di non essersi mosso quando lo spread saliva rapidamente e tutti invocavano un intervento sui conti per garantirne la solidità.
Se Berlusconi si fosse mosso per mettere a posto i conti, non solo avrebbe salvato il posto ma la spesa per interessi sarebbe, oggi, più bassa, e ci sarebbero le risorse per evitare, in tutto o in parte, l'IMU sulla prima casa.
Paradossamente oggi Berlusconi vuol togliere l'IMU e restituire quella già pagata, creando forse le condizioni per un altro peggioramento dello spread e quindi per un nuovo aumento della spesa (pubblica) per interessi.
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mercoledì 20 febbraio 2013
Giannino e Grillo
Tra ieri e oggi abbiamo scoperto che Oscar Giannino s'è inventato due lauree e un master. Ma, stando alla tesi di Vittorio Feltri, intervistato da Panorama, il suo pessimo carattere l'ha tradito e quando Zingales si è reso conto che era impossibile collaborare con Giannino, troppo accentratore e troppo egocentrico, non ha potuto fare altro che scaricarlo, rendendo pubblica la menzogna del leader di Fermare il declino.
Comunque sia andata, una cosa è certa: se qualcuno avesse indagato, avrebbe scoperto che su Giannino c'erano molti dubbi e qualche certezza. Come scrive Dagospia (vedi qui) nella discussione di wikipedia c'era scritto tutto: dubbi sulle lauree, sul ruolo di economista e la certezza che non ha fatto alcun master a Chicago. Il tutto condito da qualche errore banale, come quello del nome dell'economista Arrow (Kenneth e non Bob).
Ma se tutto è e era online, perchè nessuno se n'è accorto, sbugiardando Giannino quando s'è presentato alle elezioni?
Una risposta possibile e semplice è che tutto è on line, come dice Beppe Grillo, ma nessuno controlla, nessuno cerca le informazioni disponibili a tutti.
Comunque sia andata, una cosa è certa: se qualcuno avesse indagato, avrebbe scoperto che su Giannino c'erano molti dubbi e qualche certezza. Come scrive Dagospia (vedi qui) nella discussione di wikipedia c'era scritto tutto: dubbi sulle lauree, sul ruolo di economista e la certezza che non ha fatto alcun master a Chicago. Il tutto condito da qualche errore banale, come quello del nome dell'economista Arrow (Kenneth e non Bob).
Ma se tutto è e era online, perchè nessuno se n'è accorto, sbugiardando Giannino quando s'è presentato alle elezioni?
Una risposta possibile e semplice è che tutto è on line, come dice Beppe Grillo, ma nessuno controlla, nessuno cerca le informazioni disponibili a tutti.
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